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CENNI BIOGRAFICI
 
Angelo CenderelliAngelo Cenderelli (Genova 1892-1959) nacque da una famiglia dell'alta borghesia. Quale civico dirigente dei lavori pubblici realizzò molti fondamentali progetti come il monumento ai Caduti di Piazza della Vittoria, il Liceo Andrea Doria, l'ampliamento della porta urbana di piazza Manin. Ottenne l'onoreficenza di Cavaliere del regno nell'anno 1937 per aver sovrinteso ai lavori del palazzo dell'intendenza di finanza dell'attuale via Fiume. Sempre in quegli anni, anche se no sappiamo quale fu l'elemento ispiratore, iniziò a livello dilettantistico e per divertimento familiare l'attività del suo teatro di marionette.

Cenderelli utilizzò diversi linguaggi dell'espressività artistica con l'intento pedagogico di narrare e nello stesso tempo di educare alla creatività ed alla libertà di pensiero.
Anche con l'avvento del cinema e della televisione, mantenne inalterato lo spirito del novello marionettista, la poesia dell'artigiano-pittore che tratteggia luci ed ombre su quinte e fondali, riassumendo antiche sapienze teatrali, offrendo un invito a lasciarsi andare sulle ali della fantasia. Cenderelli sviluppò la propria creatività in molti campi e ne fece uno strumento di arricchimento culturale ed espressivo nell'ambito di molte iniziative non solo teatrali. I suoi studi di pittura lo portarono a realizzare anche alcune mostre, e a collaborare a testi e a tavole librarie, e a prestare la sua opera come scenografo per compagnie quali la Baistrocchi di Genova. Alla sua morte, avvenuta nel 1959, la famiglia donò tutto il materiale al centro di Assistenza Infantile di Campora, dove l'amministrazione comunale lo rinvenne nel 1980, quando assunse la gestione dell'istituto ed acquisì la proprietà di tutto ciò che in esso vi era contenuto.

Ritrovare il teatro di Cenderelli significa ripercorrere, sulla scia di un sogno, gli spazi dell'originalità e della creatività di un uomo e ricostruire la storia dei padri, il mutare degli eventi, il trasformarsi degli uomini e delle loro condizioni di vita. Significa ritrovare le nostre radici e, con esse, le motivazioni più profonde di questo nostro tempo..
Restituire alla vita il mondo teatrale di Angelo Cenderelli ha richiesto l'integrazione dei pezzi deteriorati o mancanti con materiali antichi provenienti da laboratori teatrali marionettistici.
Ciò ha permesso di garantire la riproposta dei personaggi nella loro realtà di attori virtuali, seguendo le precise indicazioni presenti nelle trame dei manoscritti: così i personaggi esposti rifuggono dall'anonimato per tornare ad essere Crispino, Matilde, il mago Orano, Roberto, Rosalinda ed altri protagonisti e comparse.